Portierato Università, prima schiarita dopo le proteste

Dopo la protesta di stamattina e l’incontro con il direttore amministrativo dell’Università di Cagliari, i sindacati aspettano immediati sviluppi sulla vertenza dei lavoratori degli appalti di pulizie, portierato e servizi esecutivi. In concomitanza con il sit it organizzato in via Università, i segretari territoriali Nella Milazzo (Filcams Cgil), Giuseppe Atzori (Fisascat Cisl) e Silvia Dessì (Uiltucs) hanno incontrato il direttore amministrativo Aldo Urru, che ha dato rassicurazioni sull’interessamento dell’Università, in quanto committente, su due questioni aperte. In merito al contratto non sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil ma applicato da una delle cooperative ai lavoratori dei servizi esecutivi, l’Università chiederà un parere tecnico al ministero. Oltre a questo, c’è  l’impegno di risolvere il problema degli orari di lavoro attraverso la mappatura dei locali per definire una volta per tutte i servizi necessari, le relative risorse da investire e gli orari di lavoro per le pulizie.

Sul fronte esuberi e assunzioni i sindacati di categoria chiedono alla committente che vigili sull’operato delle società che hanno vinto gli appalti.

Filcams, Fisascat e Uiltucs aspettano ora una nuova convocazione per verificare se gli impegni verranno rispettati e, in caso contrario, annunciano sin da ora nuove azioni di protesta.

Dopo la manifestazione della scorsa estate, gli impegni erano stati disattesi. I lavoratori vengono infatti utilizzati per mansioni e servizi con una frequenza non prevista dal capitolato, e un sovraccarico di lavoro. “L’ultimo appalto e l’adesione alla convenzione Consip – hanno spiegato Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs – hanno prodotto un taglio del 35 per cento delle ore di lavoro, percentuale ridotta al 20 dopo una lunga trattativa sindacale ma che non è assolutamente sufficiente a coprire i servizi richiesti”.  Per quanto riguarda i servizi esecutivi, una delle due cooperative continua ad applicare un contratto collettivo non sottoscritto da Cgil, Cisl e Uil e non rispettoso delle norme di legge in materia di appalti pubblici. Dopo aver ridotto l’orario di lavoro al personale inoltre, dichiarando che era in esubero, la  cooperativa hanno assunto nuovi dipendenti.

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